Alaska, una lunga strada per il Mar Glaciale Artico

Racconto di un'avventura on the road ai confini del mondo

  • di desaparecidos
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Ciao! Un saluto a tutti i lettori di Turisti per caso. In passato avevo già scritto su questo sito, raccontando dei miei viaggi spesso fuori dagli schemi (in quel caso raccontavo di un viaggio in bicicletta attraverso l'Australia) ed ora sono tornato con nuove storie e nuovi viaggi particolari da condividere con voi. Vi lascio al racconto del mio viaggio lungo la Dalton hwy, la strada più a nord del mondo che arriva molto vicina alle spiagge dell'oceano artico. Questa storia trova come sua ambientazione di partenza la città di Fairbanks in Alaska, la seconda per grandezza di questo stato chiamato "The last frontier" ovvero l'ultima frontiera, nome che gli si addice perfettamente. Tornando a noi, in questa occasione sarò ancora in compagnia del mio amico e socio di viaggi Mr. Marco Pasini con il quale guideremo una macchina fino all'oceano Artico questa volta. Ad essere onesto l'idea di questo itinerario la avevamo scartata a priori per il nostro tempo in Alaska, ma vuoi che per caso, ci fermammo a fare sosta all'ufficio informazioni della città di Delta Junction, un posto letteralmente in mezzo alle pianure centrali, e lì parlando con la simpatica signora del negozio ci venne l'illuminazione (questa volta veramente rischiosa) di tentare questa impresa. La signora ci disse che la strada non era in condizioni terribili, ma era fortemente consigliato avere con se almeno un 4x4 per intraprendere quel viaggio, esistevano anche dei tour ma i prezzi decisamente non erano per le nostre tasche ... Fu cosi che con delle nuove idee in testa io e il Paso (Marco) riprendemmo a guidare fino a Fairbanks e una volta arrivati all'ostello, (avevamo davvero bisogno di una doccia) cominciammo a fare le nostre valutazioni che avrebbero portato ad un esito che penso già voi abbiate inteso.... ;-) Cercammo tra le varie informazioni possibili su quella strada, personalmente quello che mi premeva di più era la paura di forare una gomma della nostra utilitaria (una kia rio se non erro) una riparazione da quelle parti sarebbe costata centinaia di dollari. Dopo varie ipotesi eravamo più propensi a provare un autostop per raggiungere l'oceano Artico, una cosa improponibile penserete voi, ma ci sono stati vari casi di gente che c'è riuscita.

Parlando con l'ufficio informazioni di Fairbanks ci avevano abbastanza rassicurato, poca ma altra gente aveva guidato fino a Deadhorse (ultimo posto lungo la strada, e vietato proseguire oltre senza permesso) con un economy car (un utilitaria) e le condizioni attuali della strada non erano cosi proibitive, era parzialmente asfaltata ma non era per nulla da sottovalutare, stavamo parlando sempre di una strada con poco traffico lunga 600 km. Fu cosi che prendemmo la decisione di partire e la sera stessa in ostello creammo un cartello con del cartone che ci sarebbe servito ad arrivare in autostop fino a Deadhorse, in caso la strada sarebbe stata troppo pessima per arrivare con la nostra Kia... Oramai la folle idea di guidare fino alle coste dell'oceano Artico era presa e la mattina del giorno seguente (non troppo presto grazie al sole di mezzanotte..) lasciammo l'ostello direzione Deadhorse.. ma non prima di avere fatto scorte di cibo e avere controllato le gomme della macchina. Viaggiando sempre con la luce, avevamo perso la cognizione del tempo, in pratica partimmo di domenica pensando che era lunedì, di fatti non trovammo aperti molti gommisti e l'unico (grazie al cielo) che era aperto era quello (ulteriore ringraziamento) che stava di fianco al Fred Myer (una catena di supermercati in Alaska)

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