Long weekend ad Abu Dhabi

Breve viaggio al caldo della capitale degli Emirati Arabi

  • di maurizio567
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Lungo fine settimana ad Abu Dhabi

Dal 22 al 27 febbraio 2018

A Roma fa freddo e con mia moglie decidiamo di concederci un fine settimana (allungato) negli Emirati Arabi ove la temperatura oscilla tra i 19° di notte e i 30° per quasi tutta la giornata. Da quando l’Egitto è divenuto offlimits per le note vicende politiche e di terrorismo questo è il posto al mare più vicino (e super tranquillo) per fuggire dall’inverno dell’Italia.

Volo Ethiad per andata e ritorno. Aerei nuovi, ottimi pasti (nei limiti di un viaggio aereo), tv sullo schienale con film anche in italiano, giochi e passatempi vari. All’andata prendiamo il volo notturno delle 22, così utilizziamo la giornata lavorativa per intero e le 5 ore e mezza del volo per dormire.

Alle 6 ora locale atterriamo ad Abu Dhabi (ci sono 3 ore in più rispetto l’Italia). Formalità rapide. Ci attende il monovolume con autista che avevamo prenotato dall’Italia (33 euro; in origine dovevamo essere in quattro, ma gli altri due all’ultimo momento hanno rinunciato). Fuori fa caldo… proprio uno splendido caldo estivo.

Andiamo all’hotel Meridien al centro, in mezza pensione (colazione e cena inclusa) struttura forse un po’ datata, ma splendida per le nostre esigenze: in pieno centro, camera spaziosissima, piccola spiaggia attrezzata, ma deliziosa in un tratto di mare protettissimo e trasparente, con pochi clienti che preferiscono le piscine, (nulla ovviamente a che vedere con la barriera corallina), tre ristoranti tematici, cibo variatissimo di eccellente livello, con ottimi piatti locali ed internazionali.

La prima giornata la passiamo al mare (fuori 31° in acqua 25°) pigramente.

Per il secondo giorno avevamo prenotato da Roma un’escursione nel deserto con cena in un villaggio arabo. È stata molto interessante, ma faticosa. Ci hanno preso con un fuoristrada a 7 posti toyota nuovissimo (qui, come a Dubai la ricchezza è palpabile; non si vedono in giro auto di piccola cilindrata e non più vecchie di tre anni). Dopo mezz’ora di strada asfaltata abbiamo raggiunto la zona desertica.

Da notare che l’abitato di Abu Dhabi si sta progressivamente allargando. Si stanno riempiendo di alberi i dintorni con uso continuo di acqua (costosissima perché ottenuta dal trattamento di quella marina), per strappare aree al deserto. Numerose sono quelle che qui chiamano “Factory” e cioè abitazioni a guardia delle aree alberate e recintate con una protezione che ben denota l’importanza che si dà alla vegetazione innestata nelle aree desertiche.

Il deserto non è simile a quello pietroso egiziano. Qui è solo sabbia finissima che entra dappertutto. Ci fermiamo in un recinto con numerosi cammelli, punto di raduno di tutti i fuoristrada. Gli autisti, mentre noi accarezziamo e fotografiamo i docilissimi cammelli, sgonfiano un po’ le gomme dei fuoristrada per permettere maggiore presa alle quattro ruote motrici. Inizia la corsa in colonna nell’area desertica salendo e scendendo in continuazione dalle altissime dune alcuna alte anche 50 o più metri. I fuoristrada sembrano sempre sul punto di rovesciarsi date le pendenze ed i piloti sono bravissimi. In alcuni momenti scivolano di fianco come un slittino sulla neve. Dopo questo trattamento molto impegnativo di circa 20 minuti soprattutto per lo stomaco (il fuoristrada con i turisti cinesi avanti a noi si ferma per permettere ad una ragazza di vomitare) arriviamo ad una stazione di sosta con dei quad. Iniziamo una escursione su queste moto a quattro ruote motrici, in fila indiana. Mia moglie non vuole guidare la sua e sale con me

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