Abruzzo da salvare

Relax assoluto tra i meravigliosi paesi dell'Abruzzo martoriati dal terremoto

  • di MARISOL
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Con soli 5 giorni a disposizione di ferie, la meta deve essere piuttosto vicina, quindi decidiamo per l'Abruzzo. Qui c'è ancora tanto da fare: ricostruire, ricostruire e ricostruire, è l'obiettivo di questo splendido popolo. Di comune accordo, io e mio marito prenotiamo un piccolo appartamento a Santo Stefano di Sessanio. Curiosando qua e là in internet alla ricerca dei borghi caratteristici d'Italia, ci siamo imbattuti in questo paesino che ci ha incuriositi molto e così confermiamo la nostra meta.

Partiamo domenica 11 giugno, abbastanza presto, anche se dobbiamo percorrere soltanto 230 km. Vogliamo goderci l'intera mattinata con molta calma, tanto dobbiamo arrivare nel pomeriggio! La giornata è splendida e quindi... si parte! Una prima tappa per un caffè e si continua. Evitiamo di proposito l'autostrada Roma-L'Aquila, così passiamo per Tivoli, poi Oricola, finché un cartello cattura la mia attenzione: è l'indicazione per un paesino che si chiama Rocca di Botte. Facciamo subito una deviazione mentre nella mia mente riaffiorano ricordi di bambina e ragazzetta. Infatti qui venivamo molto spesso con i miei nonni, zii, cugini ed ovviamente la mia famiglia. Mio zio infatti, aveva parenti originari di questo paese ed era l'occasione per una gita domenicale tutti insieme, oppure di un soggiorno un po' più lungo, quando in estate si affittava un appartamento. Sono avvolta da un turbinio di emozioni: dopo circa trent'anni eccomi di nuovo qui, alla ricerca di qualche traccia del passato. È tutto cambiato e riconoscere i posti di allora decisamente impossibile! Comunque sono contenta di quest'imprevisto. Manca ancora un'ultima cosa: nel vicinissimo paesino di Pereto, salendo in alto a poco più di 1000 metri, c'è il santuario della Madonna dei Bisognosi, che ospita una statua lignea della Madonna. Andiamo: raggiungiamo uno spiazzo con il Santuario e un'area dedicata al picnic. Tutto uguale a com'era anni fa; in questo spiazzo ci sono ancora i tavoli e ciocchi di marmo come sedie: qui abbiamo mangiato e giocato tante volte! Ed ora entriamo in chiesa, piccolina e per fortuna ancora ben conservata. Ed ecco lì la scultura della Madonna. Quanti anni sono passati e soprattutto quante cose sono cambiate! Il mio pensiero va ai miei cari che non ci sono più... Proseguiamo il nostro viaggio con un'altra sosta a tagliacozzo per il pranzo: uno spuntino veloce, un caffè e si riparte. Entriamo in autostrada ed usciamo poi a L'Aquila est, percorrendo ancora altri chilometri fino a trovare l'indicazione per Santo Stefano di Sessanio. Saliamo fino a 1200 metri ed ecco le prime case, mentre con il navigatore arriviamo proprio davanti Villa Valsi. La signora Rita è lì ad aspettarci e ci apre il nostro appartamentino. È al primo piano e vi si accede tramite una scala esterna che gira attorno alla palazzina. Per questi 5 giorni abbiamo disposizione tanto spazio: un bel saloncino con un angolo cottura ben fornito; un'ampia scala porta ad un soppalco a vista che ha un letto matrimoniale ed un lettino. Da un ingressetto si accede ad un'altra camera da letto ed il bagno. Siamo sistemati proprio bene e come ciliegina sulla torta due balconcini che affacciano sul paese e sui monti. Che pace, che aria pura! Annego il mio sguardo in tutta questa meraviglia. La villa si trova fuori del paese, che si innalza davanti a noi e la prima cosa che spicca sono le gru per la ricostruzione dopo il terremoto. Cominciamo subito a fare la cosa per cui siamo venuti e cioè “relax”. La giornata termina così, con una buona lettura davanti il panorama dei monti: che meraviglia! Per cena la signora ci ha indicato un ristorantino molto vicino e così seguiamo il suo consiglio. Eccoci alla “Locanda sul Lago”, un locale molto carino e tranquillo. Ordiniamo un antipasto di formaggi tipici della zona ed è simpaticissimo il cameriere che ci illustra i vari formaggi, la stagionatura ed il modo per assaporarli al meglio, secondo un ordine preciso. Ottimi consigli, abbiamo cominciato bene. Per primo ravioli fatti in casa con ripieno di ricotta, noci e tartufo, che adoro, mentre invece mio marito opta per un secondo: il bis di agnello, cioè un piatto con costolette arrostite, mentre dentro un tegamino in coccio c'e l'agnello stufato con patate. Infine un buon tiramisù della casa un po' diverso dal tradizionale e decisamente gustoso. Abbiamo cominciato bene!

Ci svegliamo la mattina con il canto del gallo in lontananza, che sensazione piacevole! Questa mattina vogliamo visitare il paese e quindi basta attraversare la strada per addentrarci nei vicoletti tipici di questo borgo che si sviluppa verso l'alto, dove un tempo svettava la rocca medicea, distrutta dal terremoto del 2009. Ci inerpichiamo sui gradini irregolari mentre ci rendiamo conto dei danni del terremoto di ben otto anni fa. Ci sono i cantieri per la ricostruzione finalmente, mentre noi camminiamo tra file di casette puntellate e rinforzate. Mentre camminiamo, incontriamo persone ed operai che ci salutano. Qui mi rendo conto che noi abituati in città o in paesi grandi, non abbiamo questo modo di rapportarci, siamo chiusi nel nostro egoismo. Che semplicità e solarità invece si incontrano qui! A ulteriore conferma di ciò, giungiamo ad una piazzetta e una signora ci invita ad entrare nella sua bottega artigianale. C'è di tutto, è anche un bar e quindi ci prepara un buon caffè con una fetta di crostata fatta in casa. Intanto notiamo tanti altri prodotti come marmellate, biscotti, ma anche un vecchio telaio ancora funzionante con cui intreccia tessuti. Facciamo qualche acquisto genuino e stiamo per andare via quando lei ci propone di farci visitare la biblioteca. Accettiamo subito entusiasti (io sono malata di libri) e quindi lei apre apposta per noi questa stanza... Non ci posso credere! Qui c'è un vero e proprio tesoro! Ci sono, infatti, tanti libri antichi, alcuni addirittura scritti a mano! Ne sfoglio alcuni con tutta l'attenzione possibile, temendo quasi di violare queste pagine ingiallite. Non vorrei più andare via, ma poi la signora ci propone di visitare un'altra camera dove sono riposti tanti attrezzi antichi dei contadini. Notiamo un rastrello, un bigoncio, una bicicletta e tanto ancora che ci lascia a bocca aperta! Non finiamo più di ringraziare questa gentilissima signora, che ci ha fatto fare un tuffo nel passato. I lavori adesso stanno andando avanti, ma certo dobbiamo pensare che il terremoto risale a beo otto anni fa e forse si sarebbe dovuto già fare molto di più. Questo borgo merita sicuramente di tornare al suo splendore per far apprezzare, oltre la bellezza, anche i tesori che custodisce con le sue antichità. Prendiamo la macchina e ci rechiamo verso il vicino paese di Rocca Calascio. Ci inerpichiamo nel paesino dove ormai ci sono pochissimi abitanti. Ma la vera attrazione è il castello, che ha fatto da sfondo a più di qualche film. Da quassù il panorama è incredibile, specialmente in questa bella giornata di sole. Fa molto caldo e salire è un po' faticoso, ma ne vale la pena! È quasi ora di pranzo e l'arietta frizzantina di montagna ci ha fatto venire appetito. Qui però non c'è nulla, così pensiamo di ritornare e scendere verso Barisciano, dove notiamo anche qui i segni del terremoto. Proseguiamo verso la statale 17 dell'Appennino abruzzese per poi tornare indietro in cerca di un posto dove mangiare. Chiediamo informazioni un'anziana signora di un bar che ci consiglia di andare al ristorante Monte Selva, appena fuori Barisciano. Nell'ampio locale ci sono poche persone e così veniamo serviti subito: un antipasto di salumi e formaggi per cominciare, quindi fettuccine fatte in casa con crema al mascarpone, funghi e tartufo e salsicce alla brace per mio marito. Il cameriere ci illustra l'antipasto, descrivendoci i tipi di formaggio, la loro stagionatura, nonché la provenienza dei salumi. Questa usanza è decisamente originale e simpatica! Mangiamo benissimo e soddisfatti torniamo al nostro appartamento, che scopriamo avere un nome: “Il Soppalco”, mentre l'appartamento vicino si chiama “Il Camino”. Ci prepariamo un buon caffè e ci riposiamo seduti sul balconcino con libri e parole incrociate. Si sta benissimo, immersi nel silenzio assoluto, anche perchè nel frattempo gli operai che stanno facendo i lavori, hanno finito il loro turno. Quando tramonta il sole dobbiamo rientrare e chiudere la finestra: si sente un'arietta fresca, tipica della montagna, ma dentro si sta veramente bene. Prepariamo la cena, questa sera non usciamo più e organizziamo piatti freddi con pomodori, affettati e formaggi. Stiamo veramente bene!

Per la mattina dopo abbiamo in programma di arrivare a Campo Imperatore, non è molto distante da qui e quindi dopo colazione, con calma partiamo. Percorriamo strade quasi in solitudine, incrociando una macchina ogni tanto, ma poi... sorpresa! La strada è invasa da mucche e cavalli. Che spettacolo! Ci fermiamo ad aspettare che magari si scansano, ma poi dalla parte opposta vediamo un'altra macchina che procede adagio tra gli animali che si spostano lentamente. Così ci facciamo coraggio e ci muoviamo con cautela, mentre io filmo e fotografo questo spettacolo. Pian piano gli animali si fanno effettivamente da parte e così passiamo. Saliamo a 2100 metri fino all'hotel di Campo Imperatore che è chiuso. Non c'è nulla, ma la piazza è piena di gente, moto e macchine. Qui si trova un importante osservatorio e noi anni fa, abbiamo avuto la fortuna di poterlo visitare. Gli impianti di risalita sono fermi e ce ne è anche un altro in costruzione. Si sta molto bene, è una meravigliosa giornata di sole

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