Turistipercaso sottoscrive e rilancia l'<strong>appello</strong> lanciato dalla Società Geografica Italiana e dall'Associazione Italiana insegnanti di Geografia per <strong>difendere l'insegnamento di questa importantissima materia nelle scuole italiane</strong>. Ecco il testo (e il senso) dell'appello: «Fare geografia a scuola vuol dire formare ...
Turistipercaso sottoscrive e rilancia l'appello lanciato dalla Società Geografica Italiana e dall'Associazione Italiana insegnanti di Geografia per difendere l'insegnamento di questa importantissima materia nelle scuole italiane. Ecco il testo (e il senso) dell'appello: «Fare geografia a scuola vuol dire formare cittadini italiani e del mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici, che sappiano convivere con il loro ambiente e sappiano modificarlo in modo intelligente e sostenibile, guardando al futuro. Nei nuovi programmi di Licei e Istituti tecnici e professionali previsti dalla riforma della Scuola, la geografia scompare del tutto o è fortemente penalizzata. Nel primo biennio dei Licei perderebbe la sua piena autonomia, con due ore settimanali per il 1° e 2° anno, per confluire in un contenitore "Storia e Geografia" di tre ore settimanali. Un'ora in meno, che va a discapito della geografia. Mentre negli Istituti Tecnici è quasi del tutto assente, nei Professionali manca completamente, non è più presente nei Trasporti (ex Nautici) e viene ridotta negli istituti Economico-commerciali. I sottoscrittori di questo documento ritengono che privarsi degli strumenti di conoscenza propri della geografia, in una società sempre più globalizzata e quindi complessa, significa privare gli studenti e i cittadini di domani di saperi irrinunciabili per affrontare le sfide del mondo contemporaneo.»
La Geografia è l'HUB (o se preferite la stazione ferroviaria) da cui passa tutto: per la Geografia transita l'economia, la cultura, la storia, lo studio del territorio. Poi ognuna di queste branche a sua volta ci porta alla Politica piuttosto che all'Antropologia, dall'Ambiente fino alla Meteorologia, quindi alla Fisica e alla Geologia. Ma la Geografia, per me, è soprattutto letteratura (i grandi viaggi, gli esploratori, e poi gli autori e anche le varie lingue) e magari anche Musica, Arte. Nell'anno della Biodiversità la geografia è il grimaldello che apre tutte le porte di senso che ci permettono di capire il vero significato di questa parola: bio-diversità, appunto. L'anno della Biodiversità arriva dopo il bicentenario di Darwin (e di Fitz Roy, il suo amico-nemico capitano e cartografo) e il famoso viaggio del brigantino Beagle è stato innanzitutto una "esperienza geografica". Anche noi turisti, sia pure per caso e inconsapevolmente, facciamo della piccola geografia... E anche grandi problemi come l'integrazione, l'emigrazione-immigrazione o la famosa globalizzazione, potrebbero trovare spiegazioni e soluzioni nella Geografia.
Scolasticamente parlando la Geografia è la più interdisciplinare delle materie, il collante che mette in relazione tante specificità. Eliminare la Geografia significa arrendersi alla cultura iper-specialistica e miope, significa rinnegare e perder per strada il buono della nostra tradizione di studi classici, in cui l'obiettivo non è diventare fin da piccoli top-general-account-junior-manager o qualche cosa del genere, bensì uomini. Ma purtroppo, a proposito di Geografia, oggi si assiste ad un inversione della deriva dei Continenti: noi Europei stiamo scivolando (scolasticamente e culturalmente) verso l'altra sponda dell'Atlantico, anche su temi sui quali avremmo - a mio modestissimo avviso - qualche cosa da insegnare oltre che da imparare. Patrizio
Per approfondire: Società Geografica Italiana: http://www.Societageografica.It/ Associazione italiana insegnanti di geografia: http://www.Aiig.It/
cangurina911, 14/3/2010 11:18
perchè se la storia è importante ..... lo geografia è quel "dove siamo?" che integra in maniera INDISSOLUBILE il "chi siamo" siamo europei, asiatici, africani.........
Chiarini, 10/3/2010 16:39
La geografia in un mondo globalizzato è importantissimo, come dice Patrizio, è alla base di tutte le altre materie e discipline.
Il viaggio si sta diffondendo in una maniera impressionante e trovo fondamentale che i viaggiatori siano a conoscenza del paese visitato: non ci si può più limitare ad affidarsi agli agenti di viaggio, "esperti" (purtroppo molte volte no) nel settore, e per pigrizia non approfondirne il clima, la situazione politica, le usanze, i costumi di un paese. Trovo che sia una cosa troppo pericolosa.
Insomma, fortunatamente negli ultimi tempi gli orizzonti si sono ampliati ed è impensabile continuare a vivere nell'ignoranza totale di ciò che c'è al di fuori della propria provincia di origine. Penso sia improponibile limitare l'insegnamento della geografia al minimo indispensabile.
Chiara